martedì 21 novembre 2017

Contadino peruviano porta in tribunale Multinazionale tedesca. Troveranno "suicidato" anche lui?

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Articolo di dolcevitaonline.it:

Un contadino peruviano sta facendo paura ai colossi mondiali dell’energia, a cominciare dalla multinazionale tedesca Rwe, uno dei maggiori produttori mondiali di elettricità da centrali a carbone e, di conseguenza, anche uno dei maggiori produttori di emissioni nocive nell’ambiente. 

Un uomo semplice, ma con le idee chiare, che per primo portarà in tribunale una multinazionale dell’energia per aver causato il cambiamento climatico.






LA SUA CITTÀ MINACCIATA DALLO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI. 


Risultati immagini per Rwe multinationalLuciano Lliuya vive a Huaraz, una città posta a oltre tremila metri sul livello del mare, sull’altipiano Callejón de Huaylas, nel nord del Perù, qui si occupa non solo di agricoltura, ma arrotonda la giornata facendo la guida sui cammini di montagna. E proprio esplorando le montagne si è reso conto della velocità alla quale i ghiacciai si stanno sciogliendo, riducendosi a vista d’occhio. Un problema che mette a rischio immediato anche la sua città, posta sotto ad un lago che si sta riempiendo sempre più, minacciando di inondare Huaraz e i suoi 120 mila abitanti. 

Per questo ha avuto l’idea di denunciare la tedesca Rwe, chiedendo ai giudici di riscontrare la sua responsabilità diretta sul surriscaldamento climatico e quindi di imporgli di farsi carico innanzitutto delle spese necessarie per mettere in sicurezza il lago e di conseguenza la città di Huaraz.




UN PROCESSO CHE POTREBBE CAMBIARE LA STORIA. 


Risultati immagini per Luciano Lliuya rweLa causa di Luciano Lliuya è stata esaminata dal Tribunale regionale di Essen, in Germania, presso il quale a supporto del contadino peruviano c’era un pool di avvocati dell’associazione ambientalista tedesca Germanwatch. Un po’ a sorpresa il tribunale ha ritenuto ammissibile la denuncia e quindi la Rwe ora dovrà difendersi in tribunale. Una decisione che, specie se sarà seguita da una vera condanna, potrebbe contribuire a riscrivere la storia del diritto, stabilendo una responsabilità diretta da parte delle aziende maggiormente impattanti sui danni prodotti dal riscaldamento climatico. 

Una conseguenza che la scienza ha già provato da tempo, riuscendo anche a stabilire le percentuali di colpa tra le varie industrie. Proprio queste ricerche sono alla base della causa, che se per ora chiama in causa la sola Rwe chiede in realtà che tutte le multinazionali dell’energia prendano parte alle spese di ricompensazione in base alla loro percentuale di responsabilità.



LA VITTORIA DELLE MONTAGNE E DEI POPOLI ANDINI. 


La multinazionale tedesca ovviamente rifiuta ogni responsabilità e c’è da scommettere che tutte le corporation dell’energia si uniranno per contrastare questa causa. 

Un’eventuale sentenza a favore di Lliuya avrebbe come sicura conseguenza quella di provocare cause analoghe in tutto il mondo, costringendo le aziende a rimborsare i danni del riscaldamento climatico per miliardi di euro. «Le montagne hanno vinto — ha commentato Lliuya — I laghi sono le lacrime delle montagne: la giustizia le ha ascoltate e ci ha dato ragione. 

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Ora voglio tornare a casa sulle Ande e dire alla gente che ho potuto fare qualcosa per loro». La città di Huaraz è nota in Perù come “la muy noble y generosa ciudad” (la città molto nobile e generosa), appellativo che risale alla lotta per l’indipendenza del Perù e che si meritò per la dedizione dimostrata dai suoi abitanti alla causa. Un soprannome che sicuramente continuerà a meritare per molto tempo ancora.


Fontehttp://www.dolcevitaonline.it/luciano-lliuya-il-contadino-peruviano-che-sta-facendo-tremare-i-colossi-dellenergia-mondiale/

La Svezia abolisce il contante ed entra ufficialmente nel Nuovo Ordine Mondiale

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Oggi è passata per almeno tre volte nei telegiornali la notizia che la Svezia ha praticamente abolito il contante. 
Anche il Corriere ha rilanciato la stessa notizia.

In tutti i servizi l'accento viene messo soprattutto sull'aspetto innovativo di questa "rivoluzione" telematica. Si vuole cioè sottolineare l'aspetto positivo di questo cambiamento. Addirittura, nei servizi dei TG vengono mostrati i negozi svedesi che espongono con orgoglio i cartelli con la scritta "cash free", come se il contante fosse un male da cui ci si è finalmente liberati, da mettere alla pari con una malattia o con l'inquinamento.

Praticamente ormai in Svezia non è più possibile svolgere nemmeno le più semplici operazioni - come salire sull'autobus o comprarsi un panino - se non si è dotati di carta di credito o di smartphone (collegato al conto bancario).

Immagine correlataOvviamente, quello che ci viene venduto come una splendida innovazione tecnologica deve nascondere anche interessi ben più corposi e impronunciabili.

Il primo che mi viene in mente è che in questo modo la gente non potrà più accumulare i soldi sotto il materasso. 

Se una volta ti poteva far piacere tenerti in casa 10.000 euro "per qualunque emergenza", con la moneta ridotta ad un puro conteggio elettronico non sarà più possibile farlo. E questo naturalmente deve fare molto piacere ai banchieri, che vedono così aumentare la quantità di denaro di cui dispongono per fare le loro operazioni di arricchimento finanziario.

La seconda che mi viene in mente è che, senza contante, una intera nazione può essere messa istantaneamente sotto controllo con un semplice click degli istituti di credito: se per caso un giorno uno stato qualunque sognasse di uscire dall'Europa, basterebbe bloccare tutti i conti correnti bancari per ridurre l'intera nazione in stato di schiavitù. (In fondo è già successo con la Grecia, in maniera parziale, quando hanno limitato a 60 euro i prelievi giornalieri con il Bancomat).

Queste sono solo le prime due motivazioni che mi vengono in mente, ma sono sicuro che a quelli più esperti di me ne verranno in mente molte altre, sicuramente più subdole ed efficaci di quelle a cui ho pensato io.

Massimo Mazzucco



Fonte: https://www.luogocomune.net/LC/26-economia/4807-ma-che-bello,-la-svezia-ha-abolito-il-contante

lunedì 20 novembre 2017

Il presidente della Bolivia: "Gli U.S.A sono una minaccia per la pace nel mondo"

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Il presidente boliviano risponde agli Stati Uniti che si ostinano a voler dipingere il Venezuela come una minaccia:

Non passa giorno senza che da Washington partano accuse dirette al Venezuela. Il paese minacciato, assediato finanziariamente e colpito da sanzioni viene definito una minaccia per la stabilità della regione americana e la pace mondiale. 

In merito fa sentire la propria voce attraverso Twitter, il presidente della Bolivia Evo Morales. Il leader ‘Aymara’ scrive: 




«Ossessionati dal saccheggio delle risorse naturali, gli Stati Uniti accusano il Venezuela di essere una minaccia mondiale. Visti i precedenti di distruzione dell’ambiente, finanziamento di colpi di Stato sanguinosi, invasioni armate, embarghi economici e genocidi con bombe atomiche, gli Stati Uniti sono il vero pericolo per la pace mondiale». 




Fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-evo_morales_gli_stati_uniti_sono_il_vero_pericolo_per_la_pace_mondiale/82_22154/