domenica 15 ottobre 2017

INCENDI IN CALIFORNIA: Automobili fuse e alberi verdi, sospetti su armi laser e microonde.

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Tutti abbiamo visto in tv i terribili incendi che hanno colpito la California distruggendo case e vite, ma finito il disastro qualcuno ha fatto notare qualcosa di inquietante.

Le foto degli incendi mostrano l'alluminio fuso che corre lungo il marciapiede, mentre gli alberi di Pino "altamente infiammabili" hanno ancora foglie verdi !

Il legno non brucia e si consuma forse prima che un metallo si fonda?

Nella foto in alto in copertina un'auto è praticamente fusa in mezzo alla strada, ma a pochi metri di distanza troviamo dei vigneti perfettamente verdi, che, solo per il calore generato nelle vicinanze avrebbero dovuto bruciare o come minimo appassire...


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Alcuni ipotizzano che questi terribili incendi siano stati provocati e che, non si tratti sono di fuoco normale, ma di armi militari ad energia diretta, le uniche che sono attualmente in grado di fondere un metallo lasciando intatto il legno a pochi metri di distanza.

Come? Con le microonde.
Lo scienziato "non ufficiale" Pier Luigi Ighina, italiano, famoso per la sua valvola antisismica e la macchina della pioggia, prima di abbandonare questo mondo aveva anche messo a punto una macchina in grado di fondere i metalli a distanza, e stiamo parlando di più di 50 anni fa! Immaginate ora quale evoluzione può aver avuto tale tecnologia in ambito militare.



Comunque Ighina scriveva:

I metalli sono materie aventi atomi fermi, cioè atomi che non si muovono se non vengono eccitati continuamente. Infatti, sintonizzando gli atomi dei metalli ed aumentandone le vibrazioni, si distaccano fra di loro e producono, come si dice, la fusione del metallo.  


Nel fare una di queste prove, osservai che con l’apparecchio si poteva sintonizzare il metallo in esame anche a una certa distanza, ma solo in determinati casi

Il primo esperimento a distanza eseguito nel 1946 nel tratto fra la piazza maggiore d’imola e la torre del mio laboratorio in via Aldrovandi, fu la fusione di metalli a distanza.  

Per non arrecare danni a terzi, formai un metallo composto da rame, stagno e molibdeno. Eseguii l’esperimento in presenza del giornalista Giuliano Canotti, redattore di un quotidiano bolognese, dell’agente di campagna Andrea Folli e dei suoi familiari.  

La fusione del metallo da me collocato nella stessa torre del mio laboratorio , venne eseguita dalla terrazza della casa del predetto signor Folli, in via Emilia,51. L’esperimento riuscì senza alcun inconveniente, e la fusione risultò perfetta.  

Altro esperimento venne da me eseguito nei sotterranei della cantina del Castellaccio, in via Romeo Galli,4 alla presenza di alcuni operai, ottenendo i medesimi risultati.  

Considerazioni :  

Chiaramente il device per la fusione a distanza va collegato alla macchina generatrice dei monopoli e controllato tramite essa. 


Non si può essere molto contenti d’una simile invenzione, qualunque banca o cassetta blindata non sarebbe più tale!





Teoria complottista? Forse, ma in quanto ad armi ad energia diretta che fondono i metalli a distanza, la Rai ormai più di 10 anni fa aveva trasmesso un inquietante documentario che parlava appunto dell'utilizzo di armi segrete e futuriste da parte degli americani contro la popolazione ignara dell'Iraq, cannoni laser in grado di perforare carri armati in pochi secondi, cannoni a microonde che hanno letteralmente sciolto dei civili all'interno di un autobus però rimasto intatto e altro ancora.









Infine ancora foto dallo strano incendio della California:

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Delle case non ce più traccia, ma gli alberi misteriosamente hanno resistito all'incendio.


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Alberi ancora verdi !


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Nella rete spuntano anche video amatoriali che evidenziano le anomalie dell'incendio:






Infine un sito estero per approfondire la questione:


Per approfondire su Ighina e la fusione di metalli:


lunedì 2 ottobre 2017

Wilhelm Reich: "in ogni bambino represso, disciplinato, “educato” si ripete l’assassinio di Cristo."




L'ASSASSINO DI CRISTO e la PESTE EMOZIONALE dell'Umanità:



«Tutte le religioni – afferma Wilhelm Reich – si sono rivelate sempre strumenti di oppressione e di miseria». 

La rappresentazione della figura di Cristo non significa, quindi, un recupero della religione cattolica, ma semplicemente una reintegrazione della realtà di questi in una visione materialista e sensuale della vita. 

Cristo considerato dal punto di vista di Reich ci appare come un uomo giovane, forte, che non predica castità o ascetismo, ma che dispensa parole d’amore, non quello sancito e codificato dalle istituzioni, ma l’amore naturale, libero. 


Egli diventa, quindi, il simbolo, l’incarnazione esemplare della sensualità, l’espressione più completa del carattere genitale. Se queste caratteristiche ne spiegano, da un lato, la luminosità e il fascino che esercitava sulla folla, d’altro canto risultano ugualmente essere le cause determinanti del suo tragico destino. 


Immagine correlataRiprendendo le tesi già sviluppate nelle opere precedenti, "Psicologia di massa del fascismo", "La rivoluzione sessuale" e soprattutto in "Analisi del carattere", lo scienziato Wilhelm Reich dimostra fino a qual punto per l’uomo corazzato, afflitto da peste emozionale, ogni manifestazione di potenza orgastica sia talmente insopportabile da indurlo ad annientare la Vita in qualsiasi forma essa si manifesti. 

Ogni uomo è posto quindi di fronte alla piena responsabilità dell’assassinio del Cristo attraverso i secoli, dell’assassinio della Vita vivente. 

Per Reich, che dedica il suo libro “ai bambini del futuro”, in ogni bambino represso, disciplinato, “educato” si ripete l’assassinio di Cristo. 


La lezione dell’assassinio di Cristo è applicata alla scena sociale contemporanea: l’assassino di Cristo non è solo il leader, il capo o il rappresentante politico, ma soprattutto l’uomo della massa, al quale Reich riconosce la maggiore responsabilità politica.





Leggiamo qualche brano tratto dall'opera di Wilhelm Reich, L'assassinio di Cristo:



"È Pilato che impartisce l'ordine di crocifiggere Gesù, ma è il popolo che lo spinge a farlo. [...]

La favola dei grandi sacerdoti che aizzano il popolo contro Cristo è un'invenzione degli spacciatori di libertà. Come potrebbe una decina di sacerdoti aizzare le masse contro qualunque cosa se quel che può essere aizzato contro Cristo non esistesse già dentro l'anima del popolo?

Smettete di scusare il popolo e ciò che fa. 

Per la prima volta Cristo si rende conto dell'abisso che lo separa dai suoi concittadini e dalla sua epoca.


Accetta la cosa con calma. Non ne viene colpito. 
I suoi amici non sono mai stati amici veri. Gli sono stati amici finché hanno potuto ottenere qualcosa da lui: eccitazione, conforto, pace, piacere e ispirazione. 

Adesso, mentre la peste emozionale urla intorno a lui se ne vanno. Nemmeno una di queste sanguisughe è presente. Cristo non li odia né li disprezza, si rende semplicemente conto della situazione e rimane in silenzio, solennemente. 

Fissa un abisso profondo e oscuro dove la mente malata dell'uomo metterà nei secoli a venire coloro che vengono torturati nell'Inferno.


Il silenzio incandescente e pacifico di Cristo in questo momento è avvertito da quanti assistono al disgustoso tumulto. La moglie di Pilato ama Cristo; lo ha visto in sogno e il suo destino la riempie di tristezza. 

Le donne lo hanno sempre amato sinceramente. Lo hanno amato di quei sentimenti che le donne felici provano per l'uomo di cui sono innamorate. Le donne sanno. 
Conoscono uomini come Cristo nel loro corpo.


Per Cristo, che è lui stesso natura, Dio e la Natura sono una sola cosa. I bambini lo sanno, dice agli amici.

Non vede i singoli alberi, le singole montagne e i singoli laghi come fanno gli altri. Vede gli alberi e i laghi e le montagne come sono, come parti integrali di un tutto, di un flusso unitario di eventi cosmici. Vede, sente, tocca con tutto il suo essere, spargendo la sua forza vitale su tutto ciò che tocca e bevendo dagli alberi, dai fiori, dalle montagne la medesima forza accresciuta di cento volte.

 Non la trattiene in sé per acquistare forza. La elargisce con abbondanza, senza mai pensare se, donando, si impoverisce.



Fonte: http://www.lameditazionecomevia.it/reich1.htm



mercoledì 27 settembre 2017

REALTA' ALTERNATIVE: l'Ecovillaggio "Pane e Pomodoro" cerca nuovi coinquilini


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Ciao, sono Beppe della fattoria “Pane e Pomodoro”. 

Vivo sull’Appennino Lucano da tredici anni, a 1050 m di altitudine ai margini di una foresta di querce e faggi. Sono tanti anni che lavoro con passione per realizzare una piccola fattoria autosufficiente. Il mio obiettivo è essere in grado di produrre tutto quello di cui si necessita nella vita di tutti i giorni in un’ottica di esistenza semplice, riducendo quindi i bisogni all’essenziale. 

Non devono mancare ortaggi, frutta, cereali, formaggio, olio e salumi; raccolta e utilizzo di erbe selvatiche e officinali; lavorazione artigianale di legno, ceramica, vimini; produzione e lavorazione di pelle, cuoio e fibre naturali come lana, ginestra e canapa con telai e metodi tradizionali. Tutto per vivere nel modo più naturale possibile, senza l’ uso di materiali inquinanti. 


Per vivere una vita in armonia con la natura. 


L'immagine può contenere: cielo, nuvola, albero, casa, neve, spazio all'aperto e naturaLe basi ci sono già: c’è una baita adibita ad abitazione ed una adibita come laboratorio (falegnameria, smielatura, trasformazione di alimenti ed artigianato vario). Al momento c’è una stalla per i maiali e una per pecore e capre. C'è un pollaio per oche, galline e tacchini. Ci sono trenta arnie che ci danno tutto il miele che serve. C'è un forno per cuocere la terracotta. 

C’è una grande tettoia creata per realizzare una barca a vela. 
C'è un frutteto impiantato da poco che gestiamo con il metodo naturale e un grande orto che ci dà da mangiare tutto l'anno ortaggi e legumi. In un piccolo appezzamento stiamo sperimentando la semina naturale del grano. In una località vicina abbiamo in gestione un uliveto. 

Al momento siamo in due. 
Ospitiamo da anni volontari e persone di passaggio che ci aiutano nei lavori quotidiani. Speriamo di trovare amici che condividano fino in fondo la nostra passione e che vogliano farci compagnia in questo progetto in maniera duratura. 

Chi volesse saperne di più può contattarci al: 3381714642 o e-mail: beppesantarelli@gmail.com




Fonte: https://www.facebook.com/media/set/?set=oa.1503208759717934&type=1


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